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La cucina di AnitaCare amiche e cari amici, inauguriamo oggi una rubrica di ricette di cucina con un tocco letterario: La Cucina di Anita. Qualcuno si chiederà: e quest'Anita, chi è? Ecco, è presto detto. Anita, se non la conoscete già, è la mitica tata-governante del comandante Anastasio Verona, proprietario di Villa lo Strozzino.


Per chi non avesse ancora letto il romanzo, si tratta di una donna non più giovane, sanguigna, molto affezionata al Comandante al cui servizio si trova da quando l'impiegata teneva il datore di lavoro (già dotato di berretto e fischietto) sulle ginocchia. Qualcuno potrebbe stupirsi per il rovesciamento dei ruoli. Ciononostante, ne è scaturito quello che qualcuno potrebbe definire un sodalizio di lunga durata o, se preferite, di lungo corso.

La cucina di Anita La cucina di Anita
La cucina di Anita La cucina di Anita
La cucina di Anita La cucina di Anita
La cucina di Anita La cucina di Anita
La cucina di Anita La cucina di Anita

Nonostante l'età, Anita mantiene personalmente un orto ricco di prodotti che volentieri finiscono sulla tavola del Comandante e dei suoi convitati. Inoltre l'Anita ha un esercito di parenti residenti in varie regioni d'Italia, e anche all'estero, che le segnalano ricette che non appartengono alla sua ubertosa campagna o che le passano prodotti “nostrani” che preparano con le loro mani.

Dato che la Cucina è un argomento da affrontare con umiltà, apriremo la rassegna con una ricetta umile. Un alimento che può essere consumato autonomamente, da tutti, anche se non avete più i denti, ma che rientra volentieri tra gli ingredienti di una serie di piatti gustosi di cui è una componente fondamentale: il Brodo.

Quando diciamo “Brodo”, dalle nostre parti intendiamo:

BRODO DI CARNE

Se siete vegani la cucina di Anita non fa per voi. Perciò, per cominciare, immagineremo una tavola imbandita per un numero imprecisato di ospiti.

INGRADIENTI. Procuratevi un ginocchio di bovino e/o, se volete, un pezzo di carne da bollito. Il muscolo, freddato, vi fornirà un ottimo snack da consumasi a fettine sottili in seguito, con dell'olio extravergine d'oliva mentre preparate i vostri squisiti manicaretti. Se la vostra mucca avesse già donato tutti e quattro i ginocchi, e foste in sofferenza di un altro donatore, dirottate su un pezzo di biancostato.

Recatevi all'orto e raccogliete la dote: sedano, carote, cipolle, aglio, un mazzetto di prezzemolo, un peperoncino piccante, un rametto di alloro; questi ultimi due, facoltativi.

Prendete un quadrato di stoffa di cotone, preferibilmente bianco, e appoggiatevi sopra pochi grani di pimento, pochi grani di pepe, poche bacche di ginepro e pochi chiodi di garofano.

Fate un saccottino e legatelo intorno al mazzetto di prezzemolo con una cordicella per arrosti o del filo di cotone o, anche, del filo interdentale, se preferite (meglio se non usato). Se siete maschi e poco pazienti, potete usare anche una fascetta di plastica per elettricisti o, meglio, un filo sottile di acciaio o di alluminio. Questo vi permetterà, al termine della cottura, di prendere prezzemolo e saccottino di spezie e buttare il tutto senza troppi impicci nella spazzatura.

Mondate quattro gambi di sedano, due cipolle e quattro carote. Spellate l'aglio. Mettete tutti i vostri ingredienti in una pentola capiente, curando di tenere il prezzemolo per ultimo. Riempite la pentola di acqua di fonte. Aggiungete un filo d'olio. Aggiungete una manciata di sale. Coprite. Portate il tutto a ebollizione e lasciate cuocere a fuoco bassissimo per tre ore. Il fuoco basso permetterà di mantenere nel brodo una certa limpidezza.

Terminata la cottura, estraete, come si è già detto, il prezzemolo e le spezie e liberatevene. Lasciate freddare, quindi estraete la carne e ponetela in un recipiente. Estraete con una schiumarola tutte le verdure e ponetele in un altro recipiente. Filtrate il brodo con un setaccio che trattenga le impurità, che sono poi soltanto frammenti di verdura e di carne.

Travasate il brodo in una bottiglia di plastica che riporrete nel freezer per future applicazioni. Fate col resto del brodo qualsiasi cosa vi venga in mente, purché sia legale. In caso contrario, provvedete di non avere testimoni o che almeno siano testimoni corruttibili (una bella cena?).