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È sorprendente incontrare sulla strada tra Arles, capitale della Camargue, e Aigues Mortes la Chapelle de Pive, un piccolo tesoro d’architettura neo-romanica contenuta nella proprietà (privata) dell’azienda vinicola Jeanjean. L’edificio da il nome a un apprezzato rosè dei vigneron de sable.


Photo © 2015 Renato Corpaci - Tutti i diritti riservati Photo © 2015 Renato Corpaci - Tutti i diritti riservati
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L’edificio a pianta a croce, con una doppia abside aperta nel braccio posteriore della chiesa, che a sua volta da accesso a una piccola sacrestia, sostiene una cupola a esagono che termina con una torre campanaria, anch’essa di forma esagonale. I vertici della croce sono rafforzati da massicce lesene o paraste, presenti anche  al centro del braccio lungo della croce, che danno un senso di solidità alla costruzione.

Piccole porte si aprono in ciascuno dei bracci laterali del transetto, che ospitano all’estremità monofore. Ai sei lati della cupola, sporgono finte trifore di stile neoclassico, in realtà monofore che anch’esse contribuiscono a dare luce all’interno, ma appesantiscono l’equilibrio generale della piccola cappella.

Un timpano sovrasta la porta d’ingresso. L’iscrizione ospitata nell’architrave della porta d’ingresso della cappella intima: «Pavete ad Sanctuarium». È tratta dal versetto che per intero recita: «Custodite Sabbata mea et pavete ad Sanctuarium meum. Ego Dominum» (Levitico 26,2). Non è solo una frase che intende incutere timore: “abbiate rispetto della mia Chiesa”, come è stata frettolosamente tradotta da alcuni, ma, più banalmente, “Osserverete i miei Sabati”, in altri termini “Ricordati di santificare le Feste”, una raccomandazione particolarmente pertinente con il consumo del vino che viene prodotto su questi terreni.