Paper Moon (1973) è uno dei due migliori film di Peter Bogdanovich (1939), regista, scrittore, attore, produttore, critico e storico del cinema americano, con la fotografia di Laszlo Kovaks, la produzione esecutiva di Polly Platt e l'incredibile interpretazione di Tatum O'Neal che, per questa parte, ottenne l'Oscar come miglior attrice non protagonista.

• Chi è Norman Oppenheimer? E, voglio dire, non “chi è in realtà” ma proprio “chi è”. Perché, come afferma uno dei protagonisti del film, l'investigatrice Alex Green (Charlotte Gainsbourg) «Tutti sembrano sapere chi sei, ma nessuno sa niente di te. [...] Per esempio, nessuno sa dove vivi [...] Non sono riuscita a verificare se tu abbia una figlia oppure no, né se tu ti sia mai sposato».
Affarista? Manipolatore? Impostore? Millantatore? Esaltato? Paranoico? Eroe? Martire? Santo? Forse uno di quei 36 Lamed-Vav Tzaddikim – uomini giusti – senza l'intervento dei quali il mondo svanirebbe nel nulla?

• Curata da Gabriella Belli e Aldo Colonetti con Elisabetta Barisoni e con la collaborazione di Floria Fiorucci e dell’Archivio Fiorucci, dal 23 giugno 2018 al 6 gennaio 2019, “ Epoca Fiorucci ”. Ca' Pesaro dedica una mostra a Elio Fiorucci, da alcuni definito il “paladino della moda democratica”.

• Xavier Dolan-Tadros, Juste la fin du Monde (È solo la fine del mondo), dalla piece di Jean-Luc Lagarce, sceneggiatore francese morto di AIDS nel 1995, con Marion Cotillard, Gaspard Ulliel, Vincent Cassel, Léa Seydoux e Nathalie Baye.

• Non è insolito che la morte di un artista rinnovi l’interesse per il suo lavoro. La prima volta che ho visto le foto di David Hamilton, era il 1971. A vent'anni lavoravo in un’agenzia di pubblicità e i suoi libri fotografici circolavano, tra gli altri, sui nostri tavoli per stimolare la creatività. Non nego che esaminassi i suoi scatti con grande interesse.

• Ciascuno di noi tende a maturare le proprie opinioni basandosi su una prima impressione. Dopo di che, ciascuno tende a consolidare quell’opinione basandosi solo sulle fonti che la possono confermare. Succede a tutti. È successo anche a me. Anche se mi sono imposto di valutare il materiale degli amici che la pensano diversamente, non ho cambiato idea.

• Nel 2004, Luigi Zingales e l'indiano Raghuram Rajan scrissero un saggio dal titolo: Salvare il capitalismo dai capitalisti.  Forse, a voler guardare con gli occhiali giusti, si sarebbero potuti scorgere in quel saggio i parametri d'interpretazione di quello che quest'anno, sarebbe successo nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

• Ripropongo questo breve articolo scritto – «in tempi non sospetti» direbbe qualcuno, ma i tempi sono sempre sospetti – il 3 febbraio 2015, particolarmente attuale, alla luce dell'esito delle elezioni americane.

...• Enrico Baj non aveva paura di confrontarsi con i fenomeni più aberranti della società. Dal pericolo nucleare all’avvento di Berlusconi. Un’irregolare che amava gli irregolari e che ha tributato più di un omaggio all’irregolare per eccellenza, il personaggio di Alfred Jarry: Ubu Roy.

Floating Piers

• Quando a Roma, nel 1974 Christo impacchettò Porta Pinciana, una mano irriverente stigmatizzò l’evento con un graffito, una frase volgare che però molti suoi concittadini condivisero: «IMMANE CAZZATA». Agli italiani dell’arte moderna non è mai interessato un fico secco, meno che meno dell’arte contemporanea. Per l’italiano medio, fino a un mese fa, la Land Art era un modello sofisticato della Land Rover e le tendenze di Christo in seno all’arte era nozione ignota ai più e prevalentemente di ambito ecclesiastico o comunque trascendentale.

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